Ci sono persone che devono fidarsi, sperando che il loro compagno sia all'altezza.
Sono le persone in attesa di trapianto di midollo osseo. Il trapianto di midollo osseo serve a curare molte malattie, come le anemie aplastiche, le thalassemie e le leucemie, e spesso è la sola speranza di guarigione per una persona malata. Trovare un donatore compatibile non è facile: le probabilità sono 1 su 100.000 e in tutto il mondo ce ne sono solo 14 milioni.
Ogni giorno qualcuno muore perché il suo fratello genetico, la sua persona-medicina, non sa o non vuole
donare una piccola parte di sé.
Ognuno di noi, con una piccola azione, come iscriversi al registro dei potenziali donatori, può cambiare le cose. In meglio.
L'”Associazione Daniele Mariano Onlus” assieme alla “Fondazione Sofia Luce Rebuffat” promuove dal 2009 un'importante campagna di sensibilizzazione alla donazione delle cellule staminali emopoietiche per la cura delle patologie oncoematologiche di adulti e bambini.
La campagna “Un po' di te - un futuro per tanti”, che ha visto la realizzazione di uno spot ed un documentario, si sta diffondendo in modo capillare nelle scuole fiorentine e della Provincia attraverso incontri con le 5e classi di alcuni Istituti Superiori (Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” a Firenze; Liceo Classico “Giotto Ulivi” a Borgo san Lorenzo). La campagna si rivolge a tutti coloro che possono diventare donatori di cellule staminali ma in particolare vuole promuovere l'interesse e la solidarietà proprio dei più giovani che rappresentano un bacino di donatori fondamentali ed insostituibili. Proprio i giovani (si può donare a partire dai 18 anni) sono i donatori più idonei, sia per la possibilità di permanere nel Registro Internazionale dei Donatori di Midollo per molti anni, sia perché le loro cellule staminali, giovani e forti, rappresentano un'opportunità maggiore di riuscita e successo nella cura di molte malattie oncologiche.
Oggi la ricerca ha compiuto importantissime scoperte e fatto passi avanti nella cura di molte patologie gravissime, ed è proprio grazie al trapianto di cellule staminali, infatti, che sempre più persone affette da queste gravi patologie possono sperare di guarire. Grazie ad un gesto semplice, gratuito e scevro da particolari rischi per il donatore, si può concretamente apportare un contributo insostituibile per salvare la vita di una persona, spesso di un bambino. Attualmente in Italia vi sono circa 1000 persone in attesa di un trapianto che sono alla ricerca di un donatore compatibile, di cui ben il 50% sono appunto bambini.
Il tempo inoltre è preziosissimo per la cura di queste malattie, la possibilità di giungere al trapianto in tempi celeri costituisce una percentuale importante per una prognosi favorevole.
Va da sé quanto sia fondamentale che il numero di giovani donatori aumenti considerevolmente nei prossimi anni se vogliamo dare una reale possibilità di sopravvivenza a tutte queste persone.
Un altro argomento su cui la campagna si incentra è la possibilità di donare cellule staminali attraverso il dono del cordone ombelicale al momento del parto. Purtroppo in questi anni abbiamo assistito sempre più all'accrescersi dell'egoistica tendenza di tenere per sé stessi queste cellule attraverso quella che viene chiamata donazione per fini autologhi. Tale possibilità a tutt'oggi non ha concreti presupposti scientifici che ne comprovino la reale efficacia e la possibilità di utilizzo.
In altre parole, tenere per sé queste cellule non ha alcun fondamento scientifico circa la possibilità di curare eventuali patologie oncologiche che dovessero insorgere, né, tantomeno, sappiamo se esse potrebbero essere utilizzate per curare eventuali patologie degenerative, come l'alzheimer, che potrebbero insorgere dopo ben 50 anni o forse più dal loro congelamento in azoto liquido.
Infatti, ad oggi, non ci è dato sapere se esse, dopo tutti quegli anni, saranno ancora utilizzabili mentre è certo che così facendo si sottrae la reale possibilità di guarigione ad una persona malata. Tutto ciò risponde ai soliti interessi economici, per cui stanno proliferando a macchia d'olio banche private per la conservazione autologa in molti Paesi oltre confine. In Italia a tutt'oggi la Legge non lo consente ma basta recarsi nella Repubblica di San Marino per baypassare le attuali limitazioni del nostro Paese. Tali banche private offrono, a fronte di un pagamento di circa 2000 euro ed un canone mensile variabile, la possibilità di conservare tali cellule, peraltro con scarsissime garanzie sulle procedure di sicurezza con cui avvengono sia la raccolta che il bancaggio del cordone.
Le banche pubbliche che raccolgono i cordoni donati dalle donne per uso solidaristico invece hanno protocolli rigidissimi che portano all'esclusione di migliaia di essi per garantire la sicurezza e l'idoneità del cordone raccolto. La gravità della situazione consiste nel fatto che pur essendo esiguo il numero di cordoni donati e ridotto il numero di cordoni bancati si continua tuttavia a perpetrare una scorretta informazione da parte di alcuni media ma anche da parte di “addetti ai lavori”, come alcuni ginecologi, spesso conniventi con le stesse banche, che permettono la diffusione di materiale pubblicitario illegale ed ingannevole il quale fa leva sulla paura e sul senso innato di protezione materno. Ne risulta, quindi, che un importante fonte di vita e di guarigione sta letteralmente andando in fumo, nonostante gli scienziati più autorevoli stiano facendo sforzi immani per impedirlo e per rendere ancora più all'avanguardia le tecniche e le terapie che attraverso queste cellule si possono produrre. La nostra campagna ha quindi l'intento di informare correttamente e direttamente, soprattutto le future generazioni, che potranno formarsi una propria opinione sullo stato dei fatti e compiere responsabilmente una scelta umana e solidale. Proprio i più giovani, pensiamo, possano con la loro coscienza, spazzare via i biechi interessi economici e far prevalere uno spirito solidaristico, scegliendo di donare un po’ di sé per il futuro di tanti! La campagna “Un po’ di te” vuole essere, quindi, uno strumento libero ed indipendente, fruibile da chiunque voglia promuovere il tema della donazione; per questo motivo riceviamo da tutta Italia sempre più richieste da parte di insegnanti, genitori e associazioni di poter utilizzare il materiale della campagna per contribuire alla diffusione del messaggio, una specie di passaparola per mezzo del quale ognuno di noi è chiamato a farsi promotore dell'informazione e contribuire così in prima persona a sensibilizzare la comunità.
Visitando il sito www.unpodite.org si può scaricare tutto il materiale per permettere una più capillare diffusione: lo spot, le locandine ed il documentario realizzato grazie anche al contributo di medici illustri. Il format che abbiamo scelto è quello degli incontri nelle scuole, con la collaborazione di medici e infermieri della Banca del Cordone dell’Ospedale di Careggi: due ore durante le quali non solo mostrare il materiale ai ragazzi, ma un’occasione di scambio durante il quale raccogliere i dubbi, le domande e le riflessioni dei giovani, i quali sono sempre più interessati, attenti ed aperti molto più di quanto ci si potesse aspettare.
Questi incontri sono inoltre occasione di enorme gratificazione per noi volontari che tocchiamo con mano la sensibilità dei giovani e vediamo come sia sufficiente saper parlare con loro per ottenere risposte concrete. La nostra speranza è che, seppur lentamente, la campagna “Un po’ di te” possa fornire un contributo nel diffondere l'informazione corretta, promuovendo una presa di coscienza nelle giovani generazioni, affinché si possa riuscire a rendere la gente sempre più consapevole che ciò che accade agli altri ci tocca da vicino e ci riguarda, soprattutto se vogliamo considerarci veramente...umanità.

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